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Acqua e Sali minerali… l’abc dell’idratazione

Scritto da Stefania Antonetti | 3-lug-2023 10.56.12

Nelle farmacie Club Salute

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Acqua e Sali minerali… l’abc dell’idratazione

La relazione tra acqua e vita, avvertita dall’uomo sin dai primordi della civiltà, si è sempre più sostanziata nei secoli attraverso l’approfondimento delle conoscenze sul ruolo dell’acqua nei sistemi biologici e nell’organismo umano.

In collaborazione con Gabriele Ghirardelli
• Farmacista
• Ricerca e Sviluppo prodotti Club Salute
> clubsalute.it


Cosa si intende per equilibrio idrico?

L’equilibrio idrico è il rapporto che deve sussistere tra liquidi in entrata, generalmente attraverso l’apparato gastroenterico, e in uscita. Il nostro organismo perde liquidi attraverso le urine, in misura minore nelle feci, con il sudore, la respirazione e l’espirazione. L’equilibrio idrico è inoltre strettamente connesso con l’equilibrio elettrolitico.


In quali situazioni questo equilibrio vacilla?

Un esempio tipico di questi giorni, con il caldo, è la dispersione attraverso il sudore. Ma ci sono molte altre condizioni nelle quali le perdite sono superiori all’introito: la diarrea, il vomito, la febbre, un intervento chirurgico, un’emorragia. Quando la disidratazione è minima e il recupero di liquidi rapido, il corpo reagisce positivamente. Se la disidratazione persiste ed è importante, l’organismo va incontro a un calo della pressione che può provocare svenimento. Nei casi estremi la mancanza di liquidi diventa una minaccia per la vita.


In che modo l’organismo compensa la mancanza di acqua?

Il nostro organismo ha eccellenti meccanismi compensatori. La sete è quello più immediato: è la prima risposta con cui tende a riequilibrare le perdite. Ci sono poi una serie di meccanismi ormonali: vi sono dei barocettori situati nei vasi sanguigni - precisamente nella carotide (che porta il sangue al cervello) e nell’aorta (che conduce il sangue dal cuore alla periferia) - che risentono delle variazioni di pressione e quindi segnalano all’organismo la necessità di compensare con l’introduzione di liquidi. Vi è poi un meccanismo mediato dai recettori presenti nell’ipotalamo legato alla vasopressina che impedisce ai reni di espellere troppa acqua, che così resta a disposizione dell’organismo. Anche gli ormoni secreti dalla ghiandola surrenale (il sistema renina-angiotensina-aldosterone) hanno un ruolo importante. Quando la persona è disidratata, il surrene secerne questi tre ormoni inducendo il riassorbimento di acqua e di sodio e quindi un aumento della pressione arteriosa che era scesa a causa della disidratazione. Questi meccanismi riescono a compensare la disidratazione finché è possibile: poi diventa indispensabile ripristinare i liquidi attraverso la bocca, se possibile, oppure con terapia in vena. In quest’ottica, funzionale al riequilibrio dei liquidi , risulta di fondamentale importanza l’assunzione di Sali Minerali, sostanze inorganiche normalmente assunte attraverso il cibo e l’acqua. I principali, per il nostro organismo, sono: il Magnesio che svolge, tra le altre cose, un ruolo importante nella produzione di energia: pensate che non esiste una funzione corporea che non includa la partecipazione attiva di questo minerale essenziale, ed anche il Potassio, utile nella reidratazione durante e dopo lo sforzo fisico e nel mantenimento dei normali livelli di pressione arteriosa.


Quali precauzioni sono necessarie d’estate?

Aumentando la dispersione di calore tramite la sudorazione, è bene bere di più per evitare la disidratazione. Chi assume diuretici, farmaci che supportano l’escrezione di acqua per evitare l’accumulo di liquidi, deve però prestare attenzione. A volte possono risultare pericolosi se è già in atto un processo di disidratazione a causa del caldo. Per questo, a volte, il medico decide di ridurne, per il periodo estivo, il dosaggio. Ma è sempre il medico curante a dover valutare ogni modifica nella terapia, non il paziente.


Un litro e mezzo, due… quanta acqua dovremmo bere in un giorno?

Le quantità variano in rapporto al clima e all’attività. Generalmente viene da tutti ricordato che d’inverno dovremmo bere almeno 1,5 l di acqua al giorno, mentre in estate almeno 2. In questa stima influisce molto il tipo di attività fisica, in termini di durata e intensità, e anche e soprattutto di alimentazione. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha infatti ipotizzato che l’acqua contenuta negli alimenti contribuisca per il 20-30% all’assunzione giornaliera totale di acqua. È corretto raccomandare un apporto giornaliero di liquidi abbondante, ma nella pratica quotidiana, se concentriamo l’assunzione di liquidi in pochi momenti, avremo sicuramente dei periodi della giornata in cui saremo disidratati, e quindi più affaticati, lenti, spossati, con difficoltà di concentrazione. Frequenza di idratazione batte quantità: bevi poco e spesso, a fine giornata avrai bevuto anche tanto, senza accorgertene.


Le acque sono tutte uguali?

No, l’acqua è la sostanza chimica più analizzata al mondo. È importante distinguere l’acqua potabile dall’acqua minerale. Si tratta di un’acqua microbiologicamente pura, cristallina, per che per legge origina da una falda sotterranea e può avere delle proprietà benefiche. Attenzione però al marketing troppo spinto (è pur sempre acqua!). Se viene pubblicizzato un effetto particolare, dubitate e chiedete sempre le fonti di quelle informazioni. Le acque minerali si distinguono in relazione al residuo fisso calcolato in base alla quantità e alla tipologia dei sali disciolti nell’acqua presenti dopo la sua evaporazione a 180°. 
L’acqua è da considerarsi:
. leggera quando il residuo è inferiore a 50 mg/l;
• oligominerale, se inferiore a 500 mg/l; 
• medio minerale con residuo compreso tra 500-1500 mg/l
• minerale ricca quando è maggiore di 1500 mg/l.
L’acqua del rubinetto è sempre microbiologicamente pura (per essere potabile) ma non è per forza di falda sotterranea ed ha una legislazione differente, seppur sempre sottoposta a rigorosi controlli anche sul contenuto dei minerali disciolti.


Perché è importante leggere le etichette?

A seconda dell’età, nelle persone sane e senza patologie, può essere utile un tipo di acqua rispetto a un’altra da valutare in relazione al residuo fisso e al tipo di sali minerali presenti. Ad esempio, un’acqua con un alto contenuto di bicarbonati può supportare la digestione. Un’acqua ricca di calcio e solfato di magnesio può essere indicata negli anziani per sostenere il funzionamento del muscolo. Un’acqua ricca di calcio può essere utile anche alle donne in menopausa con aumentato rischio per l’osteoporosi. Attenzione perché il residuo fisso elevato è da gestire e filtrare attraverso il sistema renale, quindi in caso rischio di calcolosi cambia tutto.
 
In generale, attenzione al marketing spinto perché si tratta pur sempre di acqua. Evitare gli estremi. Non disdegnare a tutti i costi l’acqua del rubinetto, se ben controllata come da normativa. Bere frequentemente piuttosto che bere tanto solo a pasto. Per l’aumentato fabbisogno o la carenza di Sali Minerali, ci sono apposta gli integratori alimentari. E su questo, nelle Farmacie Club Salute siamo i massimi esperti. Buone bevute!

> Il marchio Asolquten® è di proprietà di ASOLTECH Srl-Trieste
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