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Carta e penna: un bene per la creatività

Carta e penna: un bene per la creatività

Nell’era digitale la tecnologia non deve sostituirsi alla scrittura perché scrivere a mano è propedeutico alla lettura, alla capacità di organizzazione del pensiero, dell’espressione emotiva e della creatività. Parola di pedagogisti e scienziati.

 “Lo sviluppo dell’abilità della mano è legato nell’uomo allo sviluppo dell’intelligenza e, se consideriamo la storia, allo sviluppo della civiltà”. Già la grande pedagogista ed educatrice Maria Montessori aveva evidenziato quanto l’utilizzo delle mani permetta al bambino di sviluppare la propria autonomia, intelligenza, carattere e personalità.

MA C'È DI PIÙ  “Lo studio dello sviluppo psichico del bambino è intimamente connesso con lo studio dello sviluppo del movimento della mano”, Maria Montessori. Partendo da questa importante verità, l’argomento nel tempo è stato oggetto di approfondimenti in ambito delle neuroscienze che hanno messo in luce quanto le nostre mani siano parte integrante dello sviluppo del cervello. La scrittura a mano stimola infatti lo sviluppo del linguaggio e la memoria di lavoro a breve termine. 

CRESCE IL DIBATTITO PC CONTRO PENNA  Lecito chiedersi: “nell’era digitale, in cui persino le tastiere del pc sono spesse sostituite dal vocale, serve ancora imparare a scrivere a mano, soprattutto in corsivo?”. “Assolutamente sì”. Le risposte sono state estrapolate da studi che negli anni hanno saputo dimostrare l’importanza della scrittura manuale, soprattutto in corsivo, per uno sviluppo del cervello, per la funzione espressiva e per l’apprendimento generale. 

VANTAGGI DELLA SCRITTURA RISPETTO ALLA TASTIERA  “La tecnologia ha indiscutibilmente fornito un sostanziale supporto alla scrittura e all’apprendimento ma non può e non deve sostituirsi ad essa. Dare la precedenza assoluta al mondo virtuale appare una scelta incauta - spiegano psicologi e neuropsichiatri-. Fra la penna elettronica e la penna su carta quest’ultima ha il vantaggio di poter incidere su un vero materiale fisico sviluppando così, in modo più completo, le tante connessioni neurocerebrali, articolate e raffinate, imparagonabili all’uso della tastiera”. 

NESSUNA DEMONIZZAZIONE, ATTENZIONE  però L’utilizzo quotidiano di tali strumenti da parte dei bambini, noti anche come “nativi digitali”, fa sì che già in tenera età abbiano una padronanza anche maggiore rispetto a quella degli adulti nell’utilizzo della tecnologia. È opportuno, pertanto, riflettere e capire cosa comporta perdere la capacità di scrivere a mano - spiegano i pedagogisti-. L’abbandono a favore di una tastiera del PC o di un tablet, non aiuta un apprendimento adeguato allo sviluppo cognitivo dei bambini, anzi lo limita”. 

I BENEFICI RISCONTRATI  Ad accreditare la tesi c’è uno studio recente che spiega come: “i bambini imparano e ricordano di più quando scrivono a penna piuttosto che con la tastiera. Quando i usano la scrittura a mano, aumenta l’attività della parte sensomotoria del cervello coinvolta nell’elaborazione, nell’attenzione e nel linguaggio. Lo stesso meccanismo è stato rilevato negli adulti”. I risultati della ricerca condotta da un team della Norwegian University of Science and Technology (NTNU), guidato dalla professoressa Audrey van der Meer hanno così dimostrato che il cervello, tanto nei giovani adulti quanto nei bambini, è molto più attivo quando si scrive a mano rispetto a quando si digita su una tastiera.

UN AIUTO ALLA MEMORIA  “Le persone che scrivono a mano hanno una maggiore fluidità di idee quando creano testi lunghi, hanno una migliore memoria e una maggiore comprensione della lettura”. A rivelarlo questa volta è uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science che ha dimostrato come gli studenti universitari che scrivono a mano imparano più profondamente, mentre quelli che usano una tastiera hanno una memoria più letterale dei concetti ma meno viscerale ed è più difficile per loro sintetizzare o classificare le idee in ordine di importanza. 


LA PUNTEGGIATURA ARRIVA SOLO NEL XVIII SECOLO Prima che l’istruzione si diffondesse e i primi dizionari venissero pubblicati, l’ortografia cambiava molto da persona a persona poiché non c’era nessuna regola in vigore. Divenne uniforme solo col tempo, quando vennero introdotti canoni ortografici prestabiliti. Alla punteggiatura andò anche peggio: rimase pressoché inesistente o non standardizzata fino al XVIII secolo.


Perché scrivere ancora a mano e in corsivo?
È il gesto di motricità il più preciso e complesso che l’essere umano può compiere ed è importante non smettere mai di farlo. I benefici dello scrivere a mano? Sono davvero tanti. 

Allena la memoria. Quando concentriamo diversi sensi su uno stesso punto facilitiamo la memorizzazione e l’affiorare dei ricordi.

Coinvolge e attiva vaste aree del cervello, favorendo lo sviluppo cognitivo.

Aiuta nell’apprendimento e nella comprensione. I bambini imparano più velocemente a leggere e a esprimersi con un lessico più ampio. 

Aiuta a rilassare mente e muscoli perché scrivere vuol dire liberare la testa da pensieri, diminuendo così il livello di ansia;

Stimola la creatività, potenziando la manualità e la memoria motoria.

Migliorare l’ortografia e l’impugnatura e previene problemi di postura e di vista.

Prendere appunti a mano vuol dire fissare nella mente concetti e nozioni più facilmente e ricordarli più a lungo.

 

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